Anita Giovannini

“Diario di bordo”

Ecco il mio “Diario di bordo”

Less is more… ma due parole aggiuntive questo diario se le merita proprio. E’ un vero e proprio Diario di bordo: quando l’ho scritto ero in alto mare. Ero con la mia barchetta in mare aperto, nel pieno di una tempesta con onde alte dal metro e 60 in su (più di me insomma). Ero smarrita, incredula, terrorizzata, mi coprivo il volto con le mani e cercavo di trattenere il respiro, di stare in apnea per non affogare. Ogni tanto prendevo una boccata d’aria, giusto per sopravvivere. E’ così che ho letteralmente disimparato a respirare. Vivo in un’apnea perenne. Il mio respiro è fermo in gola. E’ come se avessi l’inconscia tendenza a strozzarmi da sola. Ma è da quando sono nata che va così: quando ero piccola avevo lo stesso problema, prendevo grandi respironi perchè mi pareva di non avere aria a sufficienza.

Ora so. Imparo a conoscermi. Ad ascoltarmi. Tutti i giorni mi esercito e provo ad ascoltare il mio respiro e a riportarlo dalla gola alla pancia.

Ora so. So cosa mi fa male. So che faccio fatica a volermi bene. So che sto facendo amicizia con me stessa e la persona che sto scoprendo mi piace sempre di più.

Ora so. So che sto imparando a volermi bene. Questo cammino è il regalo più bello che possa fare a me stessa.

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