Pensieri lungo il cammino della Vita

Qualche tempo fa sono stata dentro la pancia della mia mamma per un po’, circa 9 mesi ma anche di più perché non volevo proprio saperne di uscire. Lei è dentro di me e non uscirà mai. Lo è e lo sarà. Per sempre.

 

Quando smetti di sentirti in colpa e di chiedere scusa per ciò che sei: lì inizia la Vita.

 

Noi esseri umani temiamo le lacrime. Dovremmo benedirle: sono un potente mezzo di guarigione.

 

Adoro le stazioni. Adoro gli aeroporti. Adoro i luoghi di passaggio. Mentre aspetto mi siedo e osservo. Osservo e penso. Penso e rubo: modi di camminare, gesticolare, parlare; modi di stare, aspettare, sbuffare. Tanti personaggi prendono vita dentro di me… iniziano a respirare! Si tratta solo di aspettare: al momento giusto, quando non sono attesi, eccoli tornare e allora ritrovo quella camminata, quel certo modo di attendere, di gesticolare, di parlare. Guardando solo il proprio ombelico non si crea nulla: OSSERVARE È LA BASE DEL CREARE!

 

Ognuno ha la propria casa, quel particolare posto ( fisico o dell’anima) dove si sente “al suo posto”. Il mio è un posto dell’anima: mi sento a casa in tanti luoghi diversi, sparsi in giro per il mondo. Sono i luoghi dove posso fare ciò che amo fare, nel modo in cui intendo io. La mia vita senza il teatro non ha ragion d’essere: il teatro mi ha salvato la vita e me la salva ogni giorno; è il mio antidepressivo, la mia medicina, il mezzo attraverso il quale posso controllare i fantasmi del passato e trasformarli in Qualcosa di bello e positivo. Il teatro è il mio bozzolo: grazie a lui sto diventando una farfalla… Leggera e multicolore!

 

Se l’ottimismo è il sale della vita, l’ironia è la ciliegina sulla torta. Ridere fa bene alla salute. Ridere rumorosamente, ridere sotto i baffi, ridere fino alle lacrime… ridere con le lacrime! Ma ridere, tanto, il più possibile, senza paura delle rughe o del tempo. Ridere non è la conseguenza della felicità: ridere ne è la causa!

 

Sono grata per quello che so(no). Sono grata per tutto l’oceano che non so(no) e che posso imparare (ad essere).

 

O.k, ho un problema con il distacco. Gli “Arrivederci” mi mettono sempre una gran malinconia. Forse perché so che quando un’esperienza si conclude non si ripeterà più. “Non ci si può immergere due volte nello stesso fiume”. È anche il bello della vita: tutto scorre. Ma la tristezza non manca mai! Mi affeziono alle persone, ai luoghi, alla latitudine, alla longitudine, alle strade, ai marciapiedi… persino ai bidoni del rusco! Anche se in giro di qua è di là, sono e resto sempre un mieloso, zuccheroso, cioccolatoso, cremoso Cancretto!

 

Ho solo 35 anni… Ho tutta la vita davanti per imparare!

(Frase valida anche per quando avrò solo 85 anni)

 

La bellezza è relativa, il bacio è assoluto!

 

Lamentarsi poco. Fare il (più) possibile. Sorridere sempre.

 

La natura mi lascia senza fiato. Mi fermo e la osservo. L’ultima volta sono rimasta inebetita: stavo passando in bicicletta su di un ponte ad Amsterdam…  “C’è molto movimento nell’aria, i gabbiani paiono impazziti. Attendono qualcosa con trepidazione! Poi, sulla destra, noto una vecchina avanzare con passo infermo. Ad un tratto, dopo aver cercato nella borsa, tira fuori un sacchetto ed incomincia a spargere briciole di pane. Io mi fermo e osservo: capisco che sto assistendo ad un Qualcosa di molto speciale: l’incontro tra l’Uomo e l’Animale! Una DANZA DI GABBIANI ha invaso il canale, il cielo e tutto lo spazio circostante. Io me la sono gustata tutta, con gli occhi affamati ed il cuore pieno di stupore. Osservando loro, i gabbiani, la semplicità con la quale spiegano le ali, mi sono sentita un pò più libera anche io. Mi sono sentita quasi Alata. Avrei voluto spiccare il volo e librarmi nel cielo insieme a loro, anche solo per un istante. E per un istante è successo. Sono stata in aria con loro. Poi lo spettacolo è finito, si è chiuso il sipario, ed io mi sono ritrovata con i piedi ben saldi a terra, senza ali.” Ora ripenso a quel momento magico. La vita è fatta di tanti piccoli momenti magici. Basta saper guardare, basta lasciarsi stupire. Ogni giorno mi lascio stupire e scopro tanti piccoli momenti magici. Sono viva!

 

Preferisco uscire da teatro rapita piuttosto che sopita.

 

Diffido di coloro che amano tutti: filantropia sinonimo di autoreferenzialità. Chi dice di amare tutti non ama in realtà nessuno. Solo se stesso. ( Stupefacente ovvietà di ispirazione “berlusconiana”).

 

Odio tutto ciò che è “IN”: ciò che diventa un “IN” è già un “OUT”.

 

La cosa che amo di più del circo? Che è meritocratico. Se ti impegni i risultati arrivano, è scritto. E’ come una piantina: va coltivato e amato ogni giorno, con passione, impegno, amore, fiducia.

 

Possibile fonte di ispirazione: le persone coraggiose che non si piangono addosso. E’ bello sbagliare, non sempre necessario, utile a volte. E’ bello sbagliare, cadere e sapersi rimettere in piedi. La costruzione di una persona si basa (anche) su questo. Diffido di chi non sbaglia mai, semplicemente perchè non sbaglia mai chi non si mette mai in gioco, chi non ha il coraggio di osare!

 

Unica, stimolante, eccitante certezza… assenza di certezze!

 

PENSARE POSITIVO. SORRIDERE ALLA VITA. ENTUSIASMARSI IL PIÙ POSSIBILE. NON SMETTERE MAI DI STUPIRSI… Esercizio quotidiano alla FELICITÀ!

 

Le sfighe ti piombano addosso e non hai scelta, le puoi solo affrontare. La felicità bussa alla porta e comporta una scelta: se sei capace di accettarla, apri e le dai il benvenuto. Se non apri, prima o poi lei alza i tacchi e se ne va.

 

Stamattina ho sentito anche questa: esiste un certo Banking (si scriverà così?!?), una specie di banca dove puoi deporre il tuo grasso in vista del futuro…. ahahahahahhahahahahahahahahahahahahahahahahhahahhahahahhahahahahahahahahahahahahah!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Giuro che non riesco a smettere di ridere. Poi, appena mi passa il riso, non riesco a smettere di rattristarmi. La vita vera, come diceva Pirandello, supera di gran lunga la fantasia… e a cosa servirebbe questo grasso? Ma ovvio: sarà un luogo sicuro dove attingere quando decideremo di piallarci le rughe. Non fa una grinza!

 

Sto vivendo il periodo più trasgressivo della mia vita. Sto imparando a guardarmi dentro e a non temere più di soffrire. Sto imparando che far finta di niente per la pigrizia di non crescere è lascirsi vivere, non vivere. Sto imparando che non c’è gioia più grande di aver qualcuno con cui condividere emozioni, stati d’animo, interessi, sogni, passioni. Sto imparando la magia che solo la condivisione delle piccole cose è in grado di donare. Sto imparando ad aver cura di me stessa, e quindi, forse, anche degli altri. Sto imparando che Amore è qualcosa che parte da dentro e ha il potere di sprigionare una forza e un’energia in grado di spostare le montagne. Sto imparando che avere paura è un limite che ci si auto-infligge per non vivere. Io non voglio avere paura di ammettere che ho paura! Voglio guardarla in faccia la mia paura! Non ho mai fatto nulla di più trasgressivo in vita mia.

 

Ho passato buona parte della mia vita circondata da “Miti”: PERSONAGGI che recitano molto bene il loro ruolo nella vita, talmente bene che sono i primi a credere di essere sinceri. Sono spesso considerati dei “vincenti”, spesso realizzati, spesso scambiati per “persone forti”. Si presentano come tali, hanno l’atteggiamento tipico da “io spacco il mondo!”. Poi, vai a grattare un po’ e scopri tristemente che sotto la superficie… E così, ho incominciato ad apprezzare di meno l’apparenza e di più la sostanza: ho incominciato a capire che l’insicurezza è direttamente proporzionale alla sbruffoneria! Ho scoperto il piacere di stare con PERSONE che “sembrano meno”, ma che in realtà “sono molto di più”.

 

Il tempo è relativo, ma è pur sempre bello avere un motivo per festeggiare. Festeggiamo alla grande ogni giorno della nostra vita! Che sia l’ultimo o il primo giorno dell’anno, o il centoventesimo! Viviamolo intensamente, accettando il fatto che il dolore è parte del nostro “essere vivi”, del nostro “esserci”; consapevoli del fatto che non accettarlo, rimuoverlo, non riuscire ad affrontarlo è umano, ma anche che condividerlo, non vergognarsene è l’unico modo per sopportarlo e per crescere! Buon quasi penultimo giorno dell’anno, buona fine, buon inizio, ma soprattutto: BUON OGNI GIORNO DELL’ANNO A TUTTI!

 

Il mio gatto Pedro mi insegna un sacco di cose. Il mio gatto Pedro mi dice che bisogna fidarsi dell’intuito. Lui è molto intuitivo, gli basta poco per capire con chi ha a che fare. Se è diffidente, c’è sempre un motivo. Il mio gatto Pedro mi insegna che cos’è il rispetto per se stessi: mai mettersi nelle mani di qualcun’ altro, soprattutto se stolto e/o frustrato. Ma soprattutto, il mio gatto Pedro mi fa grrrrrr nell’orecchio, anche nelle ore notturne, quando si mette a dormire sulla mia pancia e mi scalda con il suo pelo morbidissimo e la sua energia positiva… mi scalda la pancina e il cuore! Ed io gli voglio tanto tanto tanto bene, lo adoro. Lo amo! e lo venero, perché lui è un Dio, un piccolo, peloso, morbidoso Dio del focolare!
ODE A TE, PEDRO DE PEDRUZIANIS, DIO DEL FOCOLARE E SOVRANO INCONTRASTATO DEL PELO-PONNESO.

 

Per me è catartico mangiare la cioccolata. E urlare al mondo: “IO AMOOOO LA CIOCOOOOOLATAAAAA!!!!!!”. Fondente, sia chiaro. Forse perché, da piccola, soffrivo di un morbo pericolosissimo: tendenza al sovrappeso. La cioccolata era bandita in casa mia. E appena mi capitava l’occasione, mi abbuffavo di nascosto, per poi sentirmi dire: “stai ingrassando, eh?”.
Ecco uno dei tanti buoni motivi per essere adulta: mangiare tutta la cioccolata che mi pare!
E dite poco?

 

FACCIO OUTING: finalmente ho scoperto che cos’è quel fastidioso deglutire continuo che talvolta mi attanaglia… dicesi BOLO ISTERICO!
(una delle tante manifestazioni dell’ansia)

 

Ci sono persone che proprio non ce la fanno ad essere ciò che gli altri vorrebbero che fossero: dire quello che “andrebbe detto”, fare quello che “andrebbe fatto”… Ci sono persone che sanno “solo” essere se stesse. Accettano i propri limiti, vogliono bene ai propri talenti, amano quello che sono e non importa se questo comporta il fatto che non piacciano a tutti. Stimo profondamente chi lotta quotidianamente per essere se stesso.

 

E’davvero curioso: in questo paese il mestiere dell’attore ha più a che fare con il “pierraggio” che con il talento. Per talento io non intendo soltanto una naturale predisposizione, includo anche studio, impegno, dedizione. E allora mi chiedo: ma come fanno a trovare il tempo per fare i p.r.? Io il mio tempo lo impiego tra studio, esercizio (fisico e mentale, disciplina insomma), ricerca (al di fuori ma soprattutto al di dentro), tentativo continuo di migliorare ogni cosa che faccio, anche uno spettacolo rodato che ha già più di 30 repliche alle spalle (come il Calzino spaiato, ogni volta diverso). Il lavoro dell’attore è una cosa seria, non ha niente a che vedere (come molti pensano) con l’apparire. Anzi…l’Attore ha voglia di apparire sulla scena, perchè lavora duro per quello e per farlo al meglio, ma fuori vorrebbe più che altro scomparire!

 

La mia vita da Cancro: lego la bici ad un palo, vado in un posto, torno un’ora dopo e… La bici è scomparsa! Dopo il primo momento di sgomento ( rapita dagli alieni? Smaterializzata? Andata a farsi un giretto senza di me? Queste e altre domande intelligenti mi passavano per la mente). Guardo bene il palo: era un paletto, alto (basso) neanche un metro e mezzo. Vorrei rivolgere un appello accorato al mio ascendente Vergine: ” Ma…quando servi, ‘ndo kaZzo stai????”

 

“Cry a river of tears clean us… ” David Shiner ” Versare un fiume di lacrime ci purifica…”. Solo se abbiamo il coraggio di vivere le nostre emozioni possiamo essere liberi! Negazione delle emozioni equivale a negazione della Vita. Sono molto grata al percorso che sto facendo. Il clown è proprio questo: ricerca della libertà interiore e amore per la Vita! Ritorno dal Nouveau clown institute con una valigia piena di lacrime e sorrisi, tutte le lacrime e i sorrisi condivisi in queste due splendide settimane! E con un pó più di amore verso me stessa e verso il mio mondo interiore, tanto pieno di gioia e dolore… tanto pieno di Vita!

 

L’unica cosa impossibile è quello che non riteniamo tale. Incominciamo a considerare possibile l’impossibile!

 

” Clown loves to swim in the ocean of emotions and problems”.
David Shiner
( Il clown ama nuotare in un oceano di emozioni e problemi.)
Wow… sono a casa!!!

 

C’è gente che è in grado soltanto di recitare il suo copione, il personaggio che si è costruito, e allora passa la vita a fare sempre quelle tre battute in croce e a recitare, recitare, recitare, e ci crede talmente tanto che ormai lui è il suo personaggio, non esiste in quanto individuo, ma soltanto come maschera. Ogni tanto, in un barlume di lucidità, sopraggiungono dei flash e qualche domanda affiora, ma poi tutto viene ricacciato dentro, occultato, rimosso. Meglio continuare la recita. Ci vuole coraggio ad essere se stessi, ci vuole coraggio a farsi delle domande, ci vuole coraggio a scavarsi dentro, ci vuole coraggio a pensare con la propria testa, ci vuole coraggio ad agire in favore di se stessi e non remandosi contro. Ci vuole coraggio per cercare la propria identità, ci vuole coraggio ad abbondonare il proprio cliche e diventare una Persona.

 

Spegnere le candeline mi piace sempre tanto, forse perchè mi ricorda le estati al mare, i compleanni festeggiati sul terrazzo a Lido di Spina, l’attesa di quel piccolo momento che, se passato con chi ti vuol bene, diventa grande grande, un grande momento di gioia. Spegnere le candeline mi piace sempre molto, si, forse perchè mi ricorda l’infanzia… non ero troppo spensierata nemmeno allora, ma avevo una mamma fantastica che colmava tutti i buchi, che mi faceva sentire accettata, compresa, giusta, non sbagliata…ora è tempo di affacciarsi ai bordi di quei buchi, guardarci dentro, ora è tempo di affrontarli, senza alibi, senza scuse. Spegnere le candeline mi piace assai, e lo farò ogni anno per il resto dei miei giorni!

 

Il complimento più ambito di questi tempi: “come sei dimagrita!”.  Come se la bellezza si misurasse in chili…a volte vedi donne splendide, con curve mozzafiato…donne insomma! mettersi mille paranoie…ma come è possibile? Questa ossessione del magro a tutti i costi credo sia uno dei tanti trucchi subdoli messi in atto per farci essere sempre più ansiosi, infelici, insoddisfatti di noi stessi. Viva la salute! E viva chi sta bene con il proprio corpo senza dover cedere ai ricatti dell’omologazione esasperante che ci vorrebbe tutti uguali! Bellezza è sentirsi bene con se stessi!

 

Non c’è niente di più affascinante (e raro) di un uomo che, per conquistarti, non ha bisogno di recitare la parte dello sborone. Forse crescere significa anche questo: sbarazzarsi degli stereotipi adolescenziali, ammalianti in certi momenti della vita, patetici se protratti ad libitum. SE PENSASSIMO UN Pò MENO A COME STUPIRE IL PROSSIMO E UN Pò DI PIù AD ESSERE NOI STESSI, SAREMMO MOLTO PIù INTRIGANTI E STUPEFACENTI! Mi guardo intorno e vedo tante persone di una certa età che fanno gli adolescenti. Crescere è faticoso, tanto, perchè comporta il fare i conti con se stessi e la conseguente ammissione di non essere Dio. Ognuno ha i suoi limiti e, dico io, per fortuna! è proprio il coraggio di ammetterli e la consapevolezza di essi a renderci interessanti! E poi, il narcisismo rende noiosi, autoreferenziali, limitati.

 

La Passione salva la vita. Avere qualcosa per cui lottare sudare gioire inkazzarsi soffrire inebriarsi. Avere qualcosa che ti faccia sentire vivo ogni giorno, anche quando si alza il vento e ti tremano le gambe dalla stanchezza, anche quando ti esplode lo stomaco dallo sconforto, anche quando le troppe ingiustizie sembrano avere il sopravvento e tutto sembra senza senso, anche quando… anche quando, il teatro c’è. Se fosse una persona in carne ed ossa, potrei dire: Grazie! Se fosse un tipo di cibo, potrei abbuffarmi senza provar nausea. Se fosse una città, mi ci potrei rifugiare, se fosse… ogni dannato giorno della mia vita il teatro è pensiero fisso, adorata ossessione, urgenza, impegno, sudore e più imparo, più ho sete di farlo. Sono malata! Ma che bella malattia, la Passione!

 

Imparare mi fa sentire viva. Voglio essere discente finchè campo. Non smettere mai di mettermi in gioco. Avere sempre nuovi stimoli. Non adagiarmi mai su ciò che ho appreso. Nella vita e nel teatro. Se si ha tanta vita dentro e tanta sete di essa non c’è niente di impossibile. E magari, a 40 anni, sarò al cirque du soleil…ma se anche così non sarà, l’averci provato con tanto impegno e passione mi porterà comunque ad essere fiera di me. E’ la strada che si percorre a rendere davvero interessante la vita, non l’arrivo.

 

Era ora che ciò che diceva Andy Warhol si avverasse: oggi ognuno di noi ha diritto a 15 minuti di celebrità. Se Dio vuole! Ci mancava proprio un po’ di Costantino e un pizzico di Bobo “e la pillola va giù”. Oggi tutti possono assurgere alla ribalta, non importa chicomeperchéconqualimezzi, ma che si arrivi! Arrivare. Ognuno vuole arrivare, si spende per farcela, sgomita, suda, lotta, scende a patti, non per ideali o idee, non per difendere la propria dignità, ma per arrivare a quel poco di visibilità che gli permetta di distinguersi, essere riconoscibile. Che si arrivi dunque… Dove? A brillare, no? Si arriva, si arriva, anche se non sarebbe male che talvolta si ripartisse pure, per ritornare a quel dignitoso cono d’ombra cui si sarebbe dignitosamente destinati. Tutto è piatto: dallo schermo della TV alle modelle in passerella, dai nasini rifatti, simili a piste di lancio per le gare di sci acrobatico, o come diavolo si chiama quello sport che trasmetteva “once upon a time” il tubo catodico, un tempo remoto in cui vigeva la pluralità e si potevano vedere altri sport oltre il calcio, dai nasini rifatti, dicevo, così spesso palesemente finti e inappropriati al viso su cui sono stati piallati, alle idee e al gusto, o a ciò che rimane del gusto, che per sua natura è personale. Ma non esiste più la persona. Esistono le masse di individui. Esistono le mandrie di tifosi che riempiono gli stadi e che ancora intonano BUH BUH al calciatore di colore (che è poi costretto a scusarsi per aver detto la verità: ovvero che fanno schifo). Esistono le colonie di vacanzieri che compiono l’esodo “agostino” per andare a brulicare le spiagge.Esistono i branchi di teenagers che violentano il debole. Esistono le bande che danno fuoco al barbone o all’extracomunitario. Ma come siamo arrivati a questo punto? Giriamo come criceti nella ruota illudendoci di essere liberi, di viaggiare, di muoverci, di avanzare, di arrivare. Questo è ciò che ci fanno credere. Questo è ciò che ogni giorno bombarda il nostro cervello: gocce di menzogna, inondazioni di falsità stillano da bocche che non conoscono la vergogna, né la dignità. Questo è il mondo delle false illusioni, degli stroboscopici illusionismi, degli abietti illusionisti. Questo è il mondo degli “arrivati”. Non so neanche se voglio partire.

 

Non è facile essere “Esseri umani”. Cerchiamo di essere “Umani” il più possibile e “Disumani” il meno possibile! Cerchiamo di accettare i nostri limiti. Impariamo a vedere i nostri pregi. Perdoniamoci quando sbagliamo ma non risparmiamoci nel chiedere perdono. Amiamoci il più possibile! Siamo tutti unici, diversi. Siamo tutti speciali proprio perché unici e diversi! La vita non è una passeggiata: è una scalata per arrivare in cima al monte! Quando saremo sulla sommità, respirando aria pura, riguarderemo il nostro personale film: Ciò che è stato. Ora non è tempo di bilanci, ora è tempo di vivere! Buon Ogni Giorno di Vita a tutti!

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